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Cosa pensano i cittadini della qualità della mobilità nell’area Romana ? Come può essere migliorata ? (un campione di risposte dei candidati alla Conferenza dei Cittadini “Move Together”) “La percezione non può essere che negativa e di seguito spiego perché: Vivo con la mia famiglia in zona Furio Camillo(dive c’e’ la stazione metro) e nonostante Questo prendo sempre la macchina,perché? il motivo e’ semplice: mia figlia ha due anni E mezzo e devo portare con me il passeggino,il che implica che ci debba essere un a ascensore per accedere ai treni. nella nostra stazione c’e’ ma il problema e’ che se Dobbiamo scendere per esempio al Colosseo o circo massimo,non c’e’! Oltretutto due volte che ho provato ad andare in metro o in treno sola con mia figlia sono stata sempre sull’attenti per via dei malintenzionati sempre presenti e mai controllati da nessuno. Questo e’ un problema che appunto riguarda tutte le fasce piu’ deboli di Utenti che prendono qualsiasi mezzo pubblico a Roma;quindi mamme con bambini, Persone anziane,persone diversamente abili ecc..quindi credo che per migliorare la Situazione si debbano prima abbattere le barriere architettoniche e si debbano Valorizzare tutte le stazioni un po’ “abbandonate” e in più incrementare il “personale sicurezza” che oltre essere una garanzia per il cittadino romano lo sarebbe anche Per tutti quei milioni di turisti che ogni anno vengono a visitare la nostra città e che prendono quasi solo mezzi pubblici per spostarsi. Inoltre incrementare le piste Ciclabili,chiudere il centro storico(anche lo ztl), e abbassare a 35km/h ,come hanno fatto a Londra,il limite velocità all’interno del GRA.” “Essendo neo-pensionata vivo molte ore della giornata fuori casa. Raggiungo le mie mete con l'auto, meno con il trasporto pubblico, mi muovo a piedi per il centro storico. Nel primo caso debbo sempre subire caos e traffico, nel secondo lunghe attese e sovraffollamento. Penso a infinite corsie preferenziali per bus e tram, ad una più estesa linea sotterranea di trasporto, a minibus elettrici o comunque non inquinanti o con scarso impatto ambientale che possano congiungere le periferie alle fermate della metro.” “La mia percezione della mobilità a Roma è pessima perché è schiava del trasporto privato, vedi la costruzione di sempre nuove strade ad alto scorrimento che tagliano in due dei quartieri, la ricerca ossessiva di siti per la costruzione di parcheggi e così via. L’unico modo per migliorare la qualità del trasporto è di disincentivare realmente il trasporto privato creando zone pedonali sempre più ampie aumentando le corsie preferenziali per il trasporto pubblico attivare una vera intermodalità, aumentando le piste ciclabili insomma bisogna buttare le automobili fuori dalla città altrimenti qualunque tentativo andrà a vuoto.” “Il trasporto urbano è migliorato dal punto di vista di più mezzi a disposizione ma quanto alla pulizia, manutenzione delle vetture sicuramente si può e si deve fare meglio. Il personale non è proprio il massimo che ci si possa aspettare, autisti che guidano con il telefonino, strattoni, e soprattutto maleducazione nelle risposte anche se le domande sono poste con cortesia.” “La percezione della qualità è senz’altro migliore di quella che avevo dieci anni fa. Senz’altro peggiore di quella che ho viaggiando per le altre capitali d’Europa. A Berlino un cittadino su tre possiede un auto. A Roma più di due su tre. In Italia l’automobile viene ancora promossa a tutti i livelli come uno status symbol e non come un mezzo di trasporto oneroso, inquinante, oltre che estremamente pericoloso. Ancora dobbiamo subire campagne pubblicitarie con l’accoppiata donne e motori.. Il potenziamento dei mezzi pubblici dovrebbe essere accompagnato da una campagna di “dis”informazione in questo senso. D’altra parte le alternative non sono molte. Spostarsi in bicicletta è troppo pericoloso, il car sharing è ancora poco diffuso sul territorio, oltre che costoso! E’ inutile inoltre fare il bollettino delle morti del sabato sera (accompagnato dalla lista di chi fugge omettendo il soccorso) se poi non si è in grado neanche di garantire un servizio dignitoso del trasporto pubblico. Penso al trenino “Roma - pantano” che attraversa quartieri estremamente popolosi con cittadini a bassissimo reddito, per lo più immigrati, e che termina alle 21.30 (si, alle 21.30!!!) lasciando centinaia di cittadini a stiparsi negli autobus della linea ATAC, unica alternativa. Sono convinta che questa esperienza non sia mai stata fatta neanche da un consigliere del nostro municipio ed invece sarebbe molto, ma molto istruttiva.” “Si è innescato un circolo vizioso per cui il traffico è odiato da tutti ma nessuno fa niente per rinunciare alla propria auto anche perché il trasporto pubblico non è sempre affidabile e nelle ore di punta gli autobus sono strapieni, a volte non si sa dove reperire i biglietti ed in certi orari più calmi non è puntuale. Alcune stazioni sono deserte, non sono presidiate e si ha paura (Giustiniana, Fermata Metro Colombo): non serve a niente la videosorveglianza se non c’è nessun altro a cui far riferimento in caso di bisogno di aiuto Se l’ abbonamento fosse pagato a monte da tutti noi per fasce di reddito, ad esclusione delle fasce deboli, ci sarebbe un incentivo in più per incentivarne l’ utilizzo a tutti gli orari anche da parte di chi non lo utilizza e si potrebbe offrire un servizio migliore grazie ai fondi investiti preliminarmente in vetture magari più piccole e confortevoli ma più frequenti. Piste ciclabili ove possibile e navette ecologiche nei parcheggi di scambio.” “La mia idea è che sia ancora una cattiva qualità per una serie di ragioni che cerco di sintetizzare e che contengono anche degli spunti per migliorare il servizio: considerare i trasporti un “SISTEMA” che vuol dire creare un’autorità metropolitana che abbia incidenza sulla gestione delle varie modalità; nell’ambito di questo sistema: mettere a rete l’intera offerta di trasporto, pubblico e privato, dalla fase della sosta a quella della rimessa degli autoveicoli. Stampare milioni di piantine per “FAR CONOSCERE AI CITTADINI E AI TURISTI L’OFFERTA DI TRASPORTO CITTADINO”.Costruire centinaia di migliaia parcheggi, da quelli pubblici (esempio parcheggi interrati su tutto il lungotevere o negli spazi delle caserme e vari uffici pubblici o rimesse dismesse). L’obiettivo: liberarsi dalla morsa d’acciaio che oggi stritola la città. Va bene la regolamentazione della sosta a pagamento nel cuore della città e studiare forme (dopo che il sistema arrivi ad un livello di efficacia percepibile) di pagamento di un ticket per entrare in automobile nel centro della Città. Dal lato dell’offerta dei servizi far ruotare l’intero sistema di trasporto sulla rete metropolitana, ferroviaria FF/SS, Ferrovie concesse. Cioè il trasporto a guida vincolata deve rappresentare il perno su cui ruota la riorganizzazione dell’offerta di trasporto. Potere ai Municipi di disciplinare il traffico nel loro territorio, con il criterio della sussidiarietà. L’Autorità di Area Vasta deve poter approvare le decisioni motivate dei Municipi. Sul trasporto di superficie deve essere preso un provvedimento minimo che fa oggi di Roma l’unica Capitale europea che ne è priva: le paline con gli orari di arrivo e partenza dei mezzi. Il controllo satellitare del traffico è uno strumento che consente di rispettare i tempi programmati delle corse. La mancanza di questa minima misura riduce in modo netto i diritti di cittadinanza dei romani. Si è veramente ostaggio quando si aspetta ad una fermata di trasporto senza una prospettiva di orario del mezzo: è il caso frequentissimo del trasporto per le periferie o di quello dei giorni festivi o delle giornate ecologiche. Regolare l’offerta di trasporto dei taxi, del trasporto delle merci, dell’autorimessa da noleggio e renderla integrata con il sistema degli orari della città. Introdurre e ampliare le piste ciclabili e cominciare a pensare la bicicletta come mezzo di trasporto. Introdurre un sistema di incentivi e disincentivi per i comportamenti che si ritengono coerenti con la regolamentazione cittadina del traffico, in particolare por l’accesso dei pullman turistici. Sottoporre gli esercizi che ruotano intorno alle strutture di trasporto (stazioni e metropolitane) al pagamento di royalties che debbono essere reinvestite per il miglioramento del sistema. Così anche le entrate della tariffazione della sosta nelle strisce blu. L’Autorità ha tra i suoi compiti anche quello di svolgere un’attenta analisi della domanda di trasporto, in particolare per quanto riguarda il trasporto dei pendolari (cosa che mi risulta essere fatta dalle sole FF/SS Regionali) per adeguare l’offerta sulla domanda in modo flessibile. Per l’accesso in città con l’automobile vanno costruiti enormi e numerosissimi parcheggi di scambio alle porte della città, dove lasciare l’auto per inserirsi nel sistema di circolazione pubblica cittadino. Estensione della figura del mobility manager in tutte le unità produttive della città. Incentivo all’adozione di forme integrative di trasporto collettivo come car sharing. L’obiettivo è identificare il sistema trasporti con il sistema città e che da questo si misuri l’efficienza e il miglioramento del livello di vivibilità e di convivenza della nostra città. Un sistema del genere comporta una visione unitaria da parte delle istituzioni che hanno competenza in materia di trasporto e delle necessarie riforme legislative, oltreché un salto culturale di cui il Paese non sembra essere nelle condizioni di fare. I modelli di riferimento esistono e possono essere mutuati dalle soluzioni che altre città metropolitane europee hanno adottato.” “Non è assolutamente e minimamente paragonabile a qualsiasi altra capitale europea e non. La miopia in tal senso dei nostri amministratori/politici nel non capire o volere risolvere i problemi del traffico è a dir poco sconcertante. Purtroppo si pagano 50 anni del non fare e solo ora si prova a ridurre un po’ il gap che ci separa dalle altre grandi città ma senza molta convinzione secondo me. Il problema è che i nostri governanti hanno paura di “osare” questo per non scontentare magari chi ha tutto l’interesse di mantenere lo status quo questo ovviamente tutto a vantaggio del traffico privato (che è aumentato e continua ad aumentare, infatti ci sono 93 auto per ogni 100 abitanti) e a discapito di mezzi di trasporto di massa efficienti e non inquinanti quali ferrovia, metro, tram; questo perché si è preferito incentivare il trasporto su gomma, insufficiente ed inquinante che purtroppo, vista la sua inefficienza, ha “costretto” di fatto all’uso esclusivo del mezzo privato. Innanzi tutto bisogna migliorare, valorizzare e ristrutturare quello che c’è (poco purtroppo) e poi decidere dove e cosa realizzare e, in base alle disponibilità economiche, decidere quale sia il miglior vettore per collegare i vari quartieri. Vista poi la difficoltà nel costruire le metropolitane a Roma per via dei reperti archeologici io non capisco perché i nostri amministratori si ostinano a prevedere nuovi tracciati e farli sempre passare per il centro. Si spendono molti più soldi per la progettazione e realizzazione quando con una valida rete tranviaria si potrebbe ovviare al problema della metro in centro. E poi nodi di scambio, potenziamento delle ferrovie esistenti con nuove fermate, nove linee tangenziali e radiali comunque si, credo di avere le idee abbastanza chiare su come aumentare e migliorare l’offerta di trasporto alternativo (a quello privato ovviamente) e spero di poter dare il mio apporto a tal scopo.” “Non sono affatto soddisfatta della qualità del trasporto nell’area romana: 1) pochi mezzi pubblici rispetto alla utenza reale e potenziale (in particolare nelle linee e negli orari dei pendolari) 2) Scarsi mezzi pubblici negli orari serali 3) pochi collegamenti nelle zone periferiche della città 4) Insufficienti corsie preferenziali 5) Insufficienti parcheggi di scambio 6) impossibilità di trasportare la bicicletta nella metropolitana nei giorni feriali 7) insufficienti piste ciclabili (in particolare per permettere gli spostamenti quotidiani e non solo per il tempo libero). La mia percezione potrebbe migliorare: incrementare il numero dei mezzi pubblici a disposizione degli utenti (ciò potrebbe portare a un disincentivo all’uso dell’auto propria); prevedere un vagone della metro per il trasporto della bici come avviene la domenica; potenziare i tratti di pista ciclabile prevedendo anche la segnaletica idonea; potenziamento del car sharing ancora poco conosciuto ai più sia con un incremento dei punti di scambio sia con una reale campagna informativa.” “Pessima: mezzi insufficienti, sporchi, con una pessima climatizzazione e costantemente zeppi sino all’inverosimile nell’ora di punta. Servono molti più bus e molte più corse della metro, molto più controllo dei biglietti e un assoluto rigore nel rispetto degli orari di percorrenza. E’ inammissibile che un bus per percorrere lo stesso tragitto che percorro alle 8 del mattino con l’auto ci metta un’ora più di me che devo anche trovare parcheggio.” “Viaggiare a Roma con i mezzi pubblici è difficile. Ho lavorato per un periodo a Velletri, ho provato a raggiungerlo in treno, ma impiegavo 2 ore tutti i giorni per andare e 2 ore per tornare, per questo ho preferito unirmi ad un’atra persona ed andare con la macchina, partecipando alla congestione del traffico. In città mi muovo bene in metropolitana, ma solo fino ai punti raggiunti da questa, se so che devo andare in una zona non servita dalla metropolitana preferisco prendere la macchina, il trasporto di superficie è sempre un’incognita. La mancanza di sicurezza determina l’insoddisfazione dei cittadini, pertanto sarebbe opportuno aumentare le corsie preferenziali per i mezzi pubblici e potenziare il trasporto su ferro. Roma sotto terra è intoccabile, allora perché non passare in superficie?” “La qualità del trasporto a Roma è pessima a causa del traffico ma anche a causa del sovraffollamento delle linee che servono le zone periferiche. Andare al lavoro col bus pubblico ormai è diventato più duro del lavoro stesso. Le soluzioni potrebbero riguardare la regolazione della sosta in maniera più severa per liberare le strade ( come è in Giappone per es.) Obbligare le grandi aziende a fornirsi di pulmini aziendali; aumentare il numero dei taxi come nelle grandi città europee e controllarne i costi in maniera più puntuale; eliminare le linee di bus che viaggiano con pochi passeggeri per utilizzare i bus per le linee più affollate. Occorre maggiore vigilanza sui passeggeri che viaggiano senza biglietto e fare in modo che l’utilizzo della bicicletta sia possibile. La costruzione di nuove linee di metropolitana è indispensabile. Infine chi ha il privilegio di vivere in centro deve poter fare a meno della macchina come avviene nelle grandi capitali straniere e utilizzare invece il car sharing” “La percezione generale è cattiva. Gli scarsi investimenti dei decenni passati hanno lasciato in eredità un gap tremendo, non solo paragonandolo alla situazione di altre metropoli europee (rispetto alle quali il paragone sarebbe impietoso), ma rispetto allo stesso sviluppo della domanda di trasporto pubblico che viene dalla stessa città. Un sensibile miglioramento verrebbe già dall'implementazione delle strutture esistenti e riqualificazione del personale, da maggiori controlli della cittadinanza e un'operazione di complessiva trasparenza ed informazione, ancora gravemente deficitaria. Il passeggero non è scoraggiato dall'attesa o dal ritardo, quanto dall'impossibilità di poter prevedere che prima o poi un mezzo arrivi e sia in grado di raggiungere la propria destinazione. Si deve mettere il cittadino nelle condizioni di poter pianificare con un certo margine i propri spostamenti. Avrei molti altri suggerimenti ed analisi da sottoporre, ma spero di poterle esporre alla conferenza.” “Uso la mia automobile solo per recarmi al lavoro e quindi posso dare opinioni solo in merito al percorso da me Effettuato quotidianamente. Ma ho la sensazione che negli ultimi tempi il traffico tenda ad aumentare. Credo che Ciò sia dovuto al fatto che molta gente (me compresa) non ritiene all’altezza il servizio pubblico, che costringe ad Attese lunghe e a sovraffollamento dei mezzi. A questo si può aggiungere la poca educazione stradale e senso Civico dei cittadini (parcheggi in doppia fila, scarsa attenzione alle regole stradali, ecc…). Anche la situazione Delle strade di Roma, spesso poco o per nulla adatte alla quantità di traffico che devono sopportare e all’uso di Mezzi alternativi (poche piste ciclabili per utilizzo quotidiano e non solo per passeggiate nel week-end), rende Ancora più difficile la situazione sia per i mezzi pubblici, sia per il traffico privato. Soluzioni: maggiore attenzione al trasporto pubblico; creazione di piste ciclabili all’interno della città, e non solo Lungo il fiume Tevere o altre poche zone periferiche; maggior rispetto del codice della strada attraverso una Sensibilizzazione dei giovani e con più controllo da parte delle varie forze di polizia sul territorio (Polizia Municipale, ecc…).” “Troppo traffico troppo inquinamento, troppo rumore poco piacevole spostarsi a piedi, pericolo spostarsi in bicicletta, troppa impunita per chi parcheggia male, per i motorini che si muovono al di fuori delle regole ,per gli automezzi addetti al carico e scarico che si fermano ovunque senza sottostare a nessuna regola i mezzi pubblici ci sono e sono abbastanza ma i loro tempi di percorrenza sono altalenanti e non prevedibili a causa del traffico. Sarebbe assolutamente necessario incentivare lo spostamento a piedi e renderlo possibile e più sicuro.” “Il trasporto pubblico (l’unico che credo fermamente debba essere ancora migliorato) è di buon livello soprattutto nelle zone centrali della città (ben fornite di metro e autobus molto frequenti), mentre nelle zone periferiche ancora c’è parecchio da fare. Inoltre bisogna assolutamente incentivare la mobilità privata sostenibile (biciclette e mezzi a due ruote elettrici), investendo in questo settore notevoli risorse (ciclabili, corsie preferenziali ecc..).” “Ho apprezzato in particolare l’istallazione dei tabelloni elettronici che segnano i minuti di attesa dei mezzi alle fermate, anche se sono ancora molte quelle sprovviste. A differenza di quando, quattro anni fa, abitavo in un quartiere più periferico di Roma, nella zona in cui abito attualmente (Municipio VI - Quartiere Pigneto-Casilino) i collegamenti pubblici sono ben distribuiti. E’ infatti possibile raggiungere pressoché ogni zona di Roma, anche se è più facile arrivare al Centro che in una qualunque delle zone periferiche vicine. Si possono utilizzare gli autobus e, prendendo una sola linea, raggiungere velocemente sia la Metro A (da Arco di Travertino) e B (da Stazione Tiburtina), che le linee ferroviarie urbane ed extraurbane (dalle Stazioni Tuscolana e Tiburtina). I problemi maggiori del trasporto pubblico nella mia zona riguardano invece il sovraffollamento e la pulizia dei mezzi: dovrebbero essercene di più e essere puliti più spesso. La mia difficoltà, inoltre, è quella di spostarmi con i mezzi pubblici anche in orari notturni, il che mi permetterebbe di rinunciare definitivamente alla mia automobile. Ho notato che ultimamente sono state istituite nuove linee notturne, in particolare la n. 17 che mi permetterebbe di raggiungere le Metro - che però sono aperte fino alle ore 1.30 solo nei fine settimana. Mi sono inoltre informata per il “servizio Roma Car Sharing”, ma il parcheggio di scambio a me più vicino è quello a via Tiburtina (San Lorenzo) che dista 6 fermate di autobus dalla mia abitazione. Infine un altro problema è legato alla lentezza dei mezzi pubblici di superficie: sono previste poche corsie preferenziali ed il traffico dato dal trasporto privato rallenta ogni spostamento.” “La situazione del trasporto romano è sotto gli occhi di tutti, per certi versi sarebbe facile attribuirne le colpe esclusivamente alla scarsa lungimiranza dell’amministrazione 0 a strategie erronee. Occorre innanzitutto un cambio di abitudini da parte della cittadinanza facilitato da una crescita quali quantitativa dell'offerta del servizio pubblico, da adeguate campagne di sensibilizzazione e dal maggior impegno delle forze di polizia municipale nel far rispettare le regole ei divieti (corsie preferenziale, sosta in doppia fila, ETC). A mio avviso il problema principale risiede nell'accesso alla città, il sistema delle strade consolari è chiaramente inadeguato allo smaltimento dei f1ussi di traffico, questa ricade anche sui tempi di percorrenza del servizio pubblico; II potenziamento della rete della metropolitana unito al sistema dei parcheggi di scambio potrebbe rivelarsi come una soluzione, anche se chi già in macchina difficilmente tende a scenderne se non giunto alla destinazione ultima. Per quanto riguarda le zone pili centrali della città ritengo che il servizio sia abbastanza adeguato (mancano comunque tre/quattro ulteriori linee di metropolitana) anche se andrebbe aumentata la frequenza delle corse, diminuiti drasticamente i tempi di percorrenza fornito un servizio notturno decente.” “Credo che la qualità del trasporto nell’aria romana sia generalmente percepita Come cattiva. Al riguardo bisognerebbe innanzitutto incentivare l’uso del trasporto Pubblico rendendolo più attraente di quello privato in termini di costi e tempi di Percorrenza. Anche il comfort dovrebbe essere più curato inclusa la pulizia delle Vetture e la sicurezza. Ritengo che il trasporto pubblico a Roma sia poco affidabile per le attese alle Fermate e per l’aleatorietà’ del passaggio dei mezzi. Un primo urgente provvedimento a mio avviso e’ il monitoraggio di tutta la flotta Circolante dei mezzi per verificare il rispetto dei tempi di percorrenza. Molto utile l’indicazione dell’arrivo sulle paline che non sempre forniscono Informazioni attendibili. Anche l’orario degli autobus alle fermate sarebbe una Informazione utile. Un ruolo più attivo dei vigili urbani, che quando sono presenti si limitano, a mio avviso, a presidiare i semafori e gli incroci, senza intervenire sui flussi del traffico. Ritengo Inoltre che non ci sia una attività di reporting verso i responsabili per identificare i Colli di bottiglia ed adottare soluzioni mirate. Un esempio per tutti il collo di Bottiglia davanti all’ospedale gemelli che vanifica i miliardi spesi per il tunnel Giovanni XXIII – direzione Farnesina - che e’ praticamente scarico perché il traffico si Blocca prima. Basterebbe spostare due vigili che sono al semaforo che precede che in Quella posizione non possono dare alcun contributo. Idem per il raccordo anulare. Si creano colli di bottiglia e basterebbero un paio di Pattuglie volanti che dovrebbe circolare sul raccordo intervenendo in quei punti Nevralgici per fluidificare il traffico. Nel caso di incidenti, che interessano soprattutto veicoli a due ruote, adottare Procedure che consentano di ridurre i tempi di accertamento evitando di bloccare Per ore la circolazione. Inoltre nei confronti di quegli automobilisti che per incidenti Con danni alle sole autovetture, molto spesso di lievissima entità, bloccano la Circolazione aspettando l’intervento dei vigili urbani Bisognerebbe sanzionarli con multe pesanti (o con la temporanea sospensione della Patente) il danno procurato alla collettivita’ per ore di lavoro perse, appuntamenti Saltati, migliaia di litri di carburante sprecato con conseguente inquinamento, non Sono confrontabili con il danno per un fanalino spaccato! Infine la creazione di una centrale di monitoraggio del traffico che possa disporre L’intervento di vigili sul posto in tempo reale per rimuovere gli eventuali blocchi, ma Soprattutto che analizzi le cause dei colli di bottiglia, che sono il vero problema del Traffico, per trovare le soluzioni più idonee.” “Abitando in una zona molto periferica di Roma, devo necessariamente prendere quotidianamente i mezzi pubblici per muovermi, e reputo di averne una discreta conoscenza. Per quanto riguarda, ad esempio, il trasporto su rotaia, ho apprezzato le notevoli migliorie che sono state apportate sia alla linea Fara Sabina Fiumicino, sia alla linea B della metropolitana, che quotidianamente prendo. Con questi mezzi, riesco a raggiungere la mia università (al capo opposto di Roma rispetto alla mia abitazione) in circa 40 minuti, cosa che mi sarebbe altrimenti impossibile (o comunque troppo onerosa) se utilizzassi l'auto. Riguardo alle linee ATAC, infine, nonostante la collocazione del mio quartiere (periferia Nord di Roma), ho la possibilità di raggiungere in circa 20 minuti il centro, dunque ne sono molto soddisfatto, come pure, di recente, sono stato piacevolmente sorpreso dalle migliorie apportate sulle varie linee che prendo (dalle panchine coperte presso le paline ai tabelloni elettronici con i tempi di attesa).” “Ritengo che la qualità del trasporto a Roma sia piuttosto discontinua: a punti di grande efficienza si affiancano punti di stupefacente inefficienza. Penso che ci siano molte possibilità di miglioramento, anche tenendo presente tutte le limitazioni date dalla struttura della città e dai reperti archeologici che sono al tempo stesso un tesoro ed un handicap. Le mie proposte riguardano diversi campi: dalle corsie preferenziali ai treni urbani (da velocizzare!), dalle emettitrici di biglietti (spesso introvabili o rotte) ai parcheggi di scambio, dalle linee degli autobus alla qualità delle vetture, dalle zone a traffico limitato alla cultura del mezzo pubblico. Vorrei anche sottolineare che ritengo che il ruolo dei vigili urbani sia fondamentale, ma non nel modo in cui sono utilizzati attualmente. Infatti, molto del traffico che incontriamo ogni giorno potrebbe essere facilmente evitato grazie ad una coscienza civica. In mancanza di questa, c’è l’intervento del vigile urbano, che penso dovrebbe passare meno tempo a regolare i semafori (2 vigili per regolare un semaforo, senza dare risultati migliori di quando il semaforo si regola da solo!) e più tempo a evitare comportamenti scorretti o pericolosi, parcheggi in doppia fila ecc. La mia ultima proposta riguarda la comunicazione - spesso carente o discontinua - delle novità sui trasporti pubblici ai cittadini.” “L’offerta di trasporto pubblico nell’area romana e’ insufficiente e la sua qualita’ Nella media. Credo che il problema principale sia rappresentato sia dalla crescita a dismisura Della citta’ e dalla concentrazione di funzioni ancora situate nel suo centro storico. La costruzione di nuovi quartieri satellite, costringe moltissimi cittadini ad Insediarvi per svariati motivi, costringendoli così a lunghi spostamenti, effettuati Prevalentemente con l’uso del mezzo proprio. Ciò crea dispendio di milioni di ore in trasporti, inquinamento, congestionamento, ecc. Senza adeguato trasporto pubblico, soprattutto su ferro, penso che il problema sia Di difficile soluzione. Nell’immediato si potrebbe: • costruire corsie preferenziali per gli autobus; • aumentarne la flotta, la capienza di ognuno e intensificarne la frequenza; • redigere un piano regolatore degli orari (apertura differita di uffici pubblici, Servizi, commercio rispetto a scuole, cantieri, ecc.); Nel medio termine: • il comune e la provincia dovrebbero cedere a societa’ immobiliari edifici Scolastici fatiscenti situati in centro, ove risiede una parte modesta della Popolazione, in cambio di strutture analoghe nuove, a norma e situate ove Effettivamente risiedono gli studenti, al fine di evitare loro lunghi Spostamenti. • procedere al decentramento di molti uffici pubblici, quali i ministeri. Nel lungo periodo: • costruire nuove linee metropolitane; • parcheggi di scambio; • nuove stazioni ferroviarie” “Definirei la qualità del trasporto a Roma come stazionaria su livelli bassi. E’ difficile percepire interventi di sostanziale miglioramento. In generale direi che tali interventi (p.es. prolungamenti di metropolitana o apertura di nuove tangenziali) servono soprattutto a ripristinare su livelli accettabili situazioni ormai prossime al totale degrado. Direi che in estrema sintesi gli interventi sul trasporto dovrebbero seguire tre linee. In primo luogo l’incremento della capacità di trasporto (sia mezzi pubblici che struttura viaria) deve anticipare l’espansione del tessuto urbano e, in qualche modo, modellarla (p.es. dovrebbe essere vietato il rilascio di certificati di abitabilità per nuovi edifici collocati in aree non dotate di strutture di trasporto adeguate al numero di abitanti previsto) . In secondo luogo mi sembra illusorio ipotizzare interventi che scoraggino il trasporto privato come conseguenza del potenziamento del trasporto pubblico. Credo che in ogni caso, visto che la maggior parte del trasporto pubblico per molto tempo si svilupperà in superficie, per garantire un efficienze servizio di autobus e filobus (maggiore circolazione dei mezzi esistenti ed incremento dei mezzi circolanti) sia necessario preventivamente (per ridurre la congestione del traffico) scoraggiare il trasporto privato, in particolare intervenendo sulla repressione massiccia delle “soste selvagge”, riducendo così il traffico privato solo ai casi in cui l’automobilista prevede ragionevolmente di trovare un parcheggio regolare a destinazione (si tratta di un aspetto che deve coinvolgere, oltre al centro, anche la periferia, dove quotidianamente si verificano le peggiori congestioni). Infine, in un’ottica strategica, occorre prevedere uno sviluppo della metropoli basato soprattutto su aree suburbane collegate efficientemente con il centro tramite rotaia e mezzi veloci e parcheggi di scambio, possibilmente disponibili su un arco di tempo nel corso della giornata tale da consentire agli abitanti periferici un facile accesso alla città anche in orari esterni all’orario di lavoro.” “Attualmente credo sia buona. Senz’altro dopo il completamento dell’estensione della linea metro, sarà ancor più soddisfacente. Il problema è sociale; ossia la sbagliata percezione da parte del cittadino che sia inadeguata. Questo secondo me per una innata pigrizia che ci porta ad utilizzare mezzi privati per andare fin sotto l’ufficio, timbrare il cartellino e girare intorno al palazzo per cercare il parcheggio per poi lasciare un biglietto con su scritto “ telefonare al….grazie “ e riscendere nuovamente…anche da qui i disservizi della pubblica amministrazione!! Pertanto, non preoccupiamoci di creare altri parcheggi che tra l’altro ci sono e rimangono vuoti ( nella mia realtà vedi quello a viale trastevere ) ma magari ampliamo le ZTL e per orari più lunghi ( parlo da commerciante e residente nel centro storico ) così, anche se è la maniera meno democratica, subentra una costrizione nell’utilizzare i mezzi pubblici. Un po’ come successe per il divieto di fumo; quando Sirchia emise il decreto ci fù un sorta di rivolta sia dei fumatori sia dei commercianti; oggi sono felicissimi gli uni e gli altri.” “Più che di percezione parlerei di esperienza quotidiana. Chiunque, per lavoro, svago o esigenze della vita familiare debba muoversi al di fuori del proprio quartiere sperimenta, quotidianamente, grandi difficoltà dovute fondamentalmente alla inadeguatezza della struttura viaria, alla insufficienza dei trasporti di superficie e sotterranei ed alla cronica mancanza di parcheggi. Ma al di là di queste fattori generali, colpiscono ancora la scarsa “cultura della mobilità (capacità di programmare i propri movimenti, rispetto delle norme del codice , etc.) tra i cittadini, la progressiva concentrazione di servizi nei centri commerciali con contestuale chiusura di piccoli esercizi nei quartieri, che obbliga le persone ad uscire dal proprio quartiere anche quando potrebbero farne a meno. Inoltre la bassa diffusione di servizi ICT che consentano di “fare cose” senza obbligo di spostamento delle persone (cittadini, addetti di impresa, dipendenti della PA) e la difficoltà dei governi provinciale, comunale e municipali a prendere decisioni “impopolari” (ZTL e commercianti – automobilisti e giornate di blocco del traffico) completano un quadro che appare realmente difficile da governare. Il miglioramento della situazione è, per quanto detto, possibile solo con un approccio “sistemico” che operi contemporaneamente su diversi piani, quello infrastrutturale (revisione del sistema viario e della rete dei trasporti) quello delle regole e dei comportamenti (norme più chiare e capacità di farle rispettare, formazione diffusa sin dalla scuola primaria) quello delle tecnologie che evitano gli spostamenti (ICT e reingegnerizzazione dei processi della PA).” “La qualità del trasporto nell’area Romana è sicuramente superiore a quella di molte altre aree del paese: a Roma, almeno all’interno delle Mura Aureliane (ma in alcune aree si può arrivare fino al GRA), si può e si dovrebbe fare tranquillamente a meno dell’auto privata; senza l’intralcio delle auto private il trasporto pubblico sarebbe già ora di buon livello. Il “gap” con le altre metropoli europee è pero notevole in termini di “attenzione” alle esigenze degli utenti: informazioni al pubblico, interscambio tra diverse modalità, oltre ovviamente alla carenza strutturale di linee su ferro. Ritengo dovrebbero essere migliorati i collegamenti tra aree non centrali, riducendo i tempi di percorrenza tra aree periferiche e decongestionando così i nodi di interscambio centrali: ad esempio, allo stato attuale mi sembra che il modo più veloce per andare con i mezzi pubblici da Cinecittà ad Ostia sia cambiare metro a Termini; mentre per andare dal Laurentino all’aeroporto bisogna arrivare fino alla stazione Ostiense, il che richiede un’ora e mezza di tempo, contro il quarto d’ora del taxi. Si potrebbe ad esempio realizzare un “GRA” del trasporto pubblico che connetta i capilinea periferici: si potrebbe provare con una linea EXPRESS che percorre il raccordo. Ma il settore dove è necessario fare il salto maggiore è la mobilità pedonale: i marciapiedi sono ovunque stretti, ingombri di pali di varia natura (spesso ci sono monconi pericolosissimi alti pochi centimetri), di motociclette, di automobili. A Roma poi in corrispondenza dei passi carrai il marciapiede finisce e sono i pedoni a dover scendere e risalire, spesso senza rampe adeguate o con le rampe occupate da auto e moto, facendo scordare agli automobilisti utenti dei passi carrai di dover dare la precedenza ai pedoni. Si potrebbe cominciare eliminando gli ostacoli non necessari (pali in disuso o a sostegno di cartelli pubblicitari), ricostituendo la continuità del marciapiede in corrispondenza dei passi carrai (questa si sarebbe una grande opera pubblica!) per arrivare agli attraversamenti pedonali a quota del marciapiede che costringono il traffico automobilistico a rallentare in corrispondenza delle strisce pedonali Discorsi simili si possono fare per le piste ciclabili.” “Il mio giudizio sulla qualità del trasporto Romano è indubbiamente negativo; la causa principale del cattivo funzionamento della mobilità è a mio avviso l’eccessivo numero di automobili presenti sul territorio ed il loro enorme utilizzo da parte dei cittadini per effettuare qualunque tipo di spostamento. 700 auto ogni 1000 abitanti è un numero incredibile.., tolti minorenni e ultra 80enni a Roma c’è praticamente 1 auto per ogni abitante! Ciò è a mio avviso inaccettabile e rende qualunque provvedimento preso nell’ambito dei trasporti quasi inutile . Alla base di tutto c’è probabilmente un problema culturale in Italia ed in particolare a Roma la macchina è ancora vista come un qualcosa di indispensabile oltre che uno status-symbol; io personalmente non ho posseduto l’auto per anni (mi muovo in scooter o bus da sempre, e solo adesso sono stato ‘obbligato’ ad acquistare un’auto per via dell’arrivo di un bebè) e sono sempre stato visto come un alieno. Mentre in qualunque altra città europea questa è una situazione assolutamente normale. Non esiste strada a Roma lungo la quale non siano parcheggiate delle auto, forse non ci siamo accorti che ormai le macchine sono diventate a tutti gli effetti parte dell’arredo urbano della città! Sono come I marciapiedi o I lampioni vedere una strada senza macchine parcheggiate ai lati fà un effetto strano (ma positivo..!) perché non siamo più abituati. Quindi secondo me bisognerebbe portare avanti una campagna di disincentivo all’uso ed anche all’acquisto delle auto più di 1 auto per famiglia dovrebbe essere visto come un’eccezione, non come la regola A tal proposito anche la politica dei parcheggi in centro città (vedi ad esempio il parcheggio del Pincio, che personalmente ritengo assurdo..) va abolita: il messaggio che passa è: “vieni in centro con la macchina perché il parcheggio c’è..”, mentre invece dovrebbe passare il messaggio inverso, cioè disincentivare in tutti i modi l’uso dell’auto all’interno della città ed incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Chiaramente tutto ciò va accompagnato con un massiccio miglioramento dell’offerta del trasporto pubblico in termini di copertura, di qualità del servizio, di frequenza Personalmente inoltre credo che un buon contributo al miglioramento del traffico potrebbe venire dalla diffusione del Telelavoro: a Roma la grande maggioranza delle persone lavora nell’ambito dei servizi, è un lavoratore dipendente e ogni giorno si muove dallo stesso posto A (casa) allo stesso posto B (ufficio) e viceversa; questa è la condizione migliore di applicabilità del telelavoro. In merito ho diverse idee, che sarebbe difficile divulgare in questa sede; comunque sarebbe sufficiente che ogni lavoratore del tipo che ho descritto evitasse spostamenti all’interno della città per sole 1-2 volte a settimana (quindi non tutti I giorni...), per ridurre il traffico di almeno il 20- 30%... che non è poco.” “La qualità del trasporto nell’area Romana è discreta. Le nuove iniziative come gli “invalicabili” nuovi tornelli Bib & Go e l’orario notturno prolungato del metro sono delle mosse intelligenti per riavvicinare Roma al trasporto pubblico. Sono dell’idea che più che ampliare l’offerta attuale sia nel miglioramento la strada da percorrere. Quindi penso sia necessario rammodernare il parco treni della metro B (incredibilmente ancora senza aria condizionata) e migliorare il trasporto nella provincia puntando sulla puntualità dei treni che aimè gode di primati non certo invidiabili. Proprio queste linee che ho sperimentato negli ultimi anni soffrono di pesanti disagi per il congestionamento della stazione Termini. Questo è sicuramente un punto caldo da affrontare. Per finire vi racconto di un sogno che faccio da quando ho iniziato a viaggiare in giro per l’Europa. Una “circle line” che viaggia parallela al Grande Raccordo Anulare con stazioni di fermata nelle prossimità delle uscite. E prolungamenti delle linee del metro per collegare queste stazioni periferiche al centro della città.” “Cattiva per l’incapacità di pianificare i passaggi degli autobus ad un orario quasi certo e con una distribuzione logica nell’arco della giornata (es: orario scolastico). L’unico tentativo fatto è stato l’acquisto di “porta orari” da appendere alle paline che sono solo ricettacolo di rifiuti. Le paline intelligenti non sono per tutte le linee e frequentemente non corrispondono a quanto dichiarato. Io mi trovo nella zona metro B1 e c’è stato un peggioramento del servizio. Quotidianamente utilizzo la metro B che è abbastanza frequente ma strapiena sempre e con un peggioramento della situazione igienica vagoni. Per il miglioramento forse servirebbero più autobus ma anche certezza del tempo impiegato a percorrere il quotidiano tragitto (se a Londra e Berlino riescono a rispettare il passaggio agli orari segnalati perché a Roma no?) contestualmente incentivare l’abbandono del mezzo privato (facilitazioni tessere annuali gratuità agli studenti della scuola dell’obbligo ..). La distribuzione delle ore lavorative agli autisti contribuisce al disservizio? Allora motivare i dipendenti non solo con i soldi Per finire, mi sembra di essere tornata agli anni 70 sulle linee periferiche dell’Atac solo che adesso abito in zona quasi centrale e sono passati quasi 40 anni inutilmente.” “Certo,la qualità dei trasporti Romani va migliorata,incentivando maggiormente i cittadini a non utilizzare le proprie macchine per raggiungere le aree centrali,ma questo va fatto solo se i mezzi di trasporto forniti dal Comune funzionino adeguatamente e rispettino gli orari delle corse,come da cartello. Molto utili in alcune aree i cartelli elettronici e le panchine per le persone anziane e in difficoltà a stare in piedi. Diverse volte, a me è capitato di dover aspettare anche 20-25 minuti una linea e pur essendo ancora giovane, non posso nascondere il mio disappunto per la stanchezza e arrivi in ritardo ai vari appuntamenti. Quindi,bisogna aumentare l'apporto di linee presenti nella area urbana,e adoperare un serio controllo da parte dei capi del personale,affinché gli stessi autisti rispettino gli orari e abbiamo rispetto delle persone e non adottino,come spesso accade in Italia,la cultura del menefreghismo,solo perché si sentono protetti dallo stipendio fisso e dai sindacati,perché anche noi cittadini lavoriamo e abbiamo bisogno di certezze ed arrivare puntuali al nostro lavoro,se davvero si vuole evitare di prendere la macchina e continuare a congestionare la città. Quindi,più controlli verso gli operatori,sanzioni pesanti a chi non rispetta i regolamenti e controllo maggiore sugli orari e le frequenze.” “La qualità del trasporto, a mio giudizio, è cattiva. Io sono una persona che, prima di trasferirsi a Roma, abitava ai Castelli e, quindi, facevo parte di quel flusso enorme di persone che quotidianamente, per motivi di lavoro, di studio o di svago, raggiungeva Roma utilizzando il più delle volte il trasporto pubblico e raramente l’automobile. Conosco anche la situazione del trasporto nell’area dei Castelli: spostarsi da un comune all’altro è davvero un’ avventura, soprattutto se si utilizzano i mezzi pubblici (quelli che scherzosamente definisco i “Cotralli” e gli “autopuz”); con l’automobile, poi, un rischio (il rischio di arrivare sempre in ritardo sul posto di lavoro) a meno che non ti svegli all’alba ed esci di casa prima della grande “massa”. Attualmente mi ritengo un pendolare felice: vivendo a Roma e lavorando a Frascati, finalmente non faccio più parte della “grande massa” che dalla periferia si sposta verso il centro, ma di un gruppetto (numeroso ma non enorme) di fortunati che si sposta controcorrente e vede sulla corsia opposta del GRA file di macchine infinite e immobili. Attraversare Roma rimane comunque un’impresa (le prime volte che mi spostavo soffrivo di crisi di panico: chiusa nella mia scatolina, aria irrespirabile e ferma per lunghi periodi senza sapere il perché per poi magicamente muovermi, sempre utilizzando la prima o la seconda, qualche volta la terza. Il GRA resta comunque una grande incognita: ti può andare bene e ti può andare male. Le mie proposte sono: • innanzitutto lavorare molto sulle abitudini delle persone: non si può pensare di lasciare il figlio esattamente sotto il cancello della scuola, oppure fare la spesa cercando disperatamente di parcheggiare di fronte all’entrata del negozio. Ma per fare questo, mi rendo conto occorre anche un’organizzazione del trasporto pubblico migliore: • più parcheggi di scambio o il potenziamento di quelli già esistenti, più autobus, più metro. Un sistema di sicurezza ch ti consenta di stare tranquilla quando aspetti l’autobus (vi parlo soprattutto di quelle fermate dei bus in periferia “isolate” o di quelle dove se esci di un centimetro col piede dalla striscia rischi di essere travolto (pensiamo a quello che è successo a Fiumicino, se ricordo bene, dove un gruppo di bambini è stato sbirillato perché la strada non aveva le apposita aree di fermata, oltre alla velocità di chi guidava….) Sto usando un tono scherzoso perché non voglio essere la solita lamentona: ma i problemi sono davvero molti…” “La qualità è cattiva sia per l’insufficiente numero di linee metropolitane, sia per il loro affollamento, sia per la chiusura notturna non adeguata alle esigenze di una grande città. A ciò si aggiunga che i capolinea delle metropolitane sono tutti all’interno del G.R.A. e dotati di parcheggi ASSOLUTAMENTE insufficienti forzando gli utenti ad addentrarsi nella città con l’auto privata. Inoltre il servizio delle ferrovie metropolitane dovrebbe essere MOLTO potenziato sia perché le stazioni dei treni presentano spesso seri problemi di sicurezza e parcheggi assolutamente insufficienti, sia perché esistono poche stazioni nella zona periferica e laddove esistano spesso sono chiuse (vedi stazione Divino Amore), sia per la frequenza delle corse. Inoltre Il pagamento del ticket non è unificato, per cui al costo del treno si deve aggiungere il costo del bus, anche per percorsi ricadenti per intero nell’ambito del comune di Roma. Si dovrebbe quindi effettuare una precisa ricognizione di quanto già esiste, in modo da migliorare l’integrazione dei servizi (questo potrebbe essere fatto in tempi brevi e con spese limitate) e nello stesso tempo pianificare aperture di nuove stazioni e istituzioni di nuove linee.” “La qualità percepita è insufficiente per i seguenti motivi: • frequenza dei passaggi insufficiente • sovraffollamento dei mezzi PROPOSTE PER IL MIGLIORAMENTO: DISSUASIONE ALL’UTILIZZO DEL MEZZO PRIVATO (per creare scorrevolezza nel traffico e meno inquinamento). A) possibilità di utilizzare l’autovettura privata solo un giorno a settimana, a scelta dell’automobilista. Libera circolazione dalle ore 22.00 alle ore 06.00 B) Potenziamento delle linee con frequenza più alta (4 minuti nelle ore di punta ) C) Inasprire le sanzioni per violazioni al codice della strada (dispositivi di bloccaggio alle ruote, rimozione immediata auto in sosta selvaggia) con dispiegamento dei 6000 vigili motivati e controllati sulle strade, invece che in compiti burocratici in uffici. D) Erogazione di un buono gratuito di 10 litri di carburante mensili a famiglia e incremento del prezzo del carburante a 10 Euro al litro. Gli introiti saranno destinati al potenziamento del parco mezzi pubblici. E) Pedaggio di ingresso a Roma dai Comuni limitrofi di 10 euro per autovetture con un solo occupante, e di 5 euro con due occupanti, gratis con più di due. Se si vuole veramente sopravvivere al caos ed all’inquinamento bisogna cambiare radicalmente scevri da populismo e paure elettorali.” “Appunto, io sono una “vecchia” frequentatrice del trasporto pubblico a Roma: ho preso la patente ed ho guidato il motorino solo a 30 anni, per necessità. Il trasporto pubblico romano è spesso indispensabile: alcuni luoghi di Roma non sono raggiungibili altrimenti. Ma è una vera croce. Chi, come me, usa il trasporto pubblico per motivi professionali ha difficoltà a considerarlo un partner affidabile: non è possibile calcolare orari certi di arrivo, e non solo per il traffico! Inoltre, le regole a tutela di chi ha, anche temporanee, disabilità fisiche sono inesistenti. Ho frequentato i mezzi pubblici nelle mie due gravidanze e ne ho un ricordo terribile; viaggi in piedi schiacciata nella calca di persone scortesi. Adesso, qualche volta, tento di prendere i mezzi pubblici con i miei figli. Sono piccoli entrambi e vanno in passeggino. A parte le difficoltà oggettive di salire in autobus o scendere nella metropolitana, vengo spesso fatta scendere dagli autisti che sostengono che, con i passeggini, non si possa stare sugli autobus. Oppure, con modo tutto italiano di comportarsi, mi viene detto “Per questa volta resti, ma si ricordi che non può prendere l’autobus con il passeggino”. C’è bisogno di dire che all’estero questo non succede? Le idee su come migliorare la situazione le ho: più corsie preferenziali, più corse di autobus e metro, minori barriere architettoniche, lezioni di cortesia agli autisti…ma basta questo? Forse no, perciò mi vorrei confrontare con altri cittadini e con “esperti della materia” su questi temi.” “I cittadini romani si chiedono costantemente se l’inefficienza dei mezzi pubblici sia imputabile ai troppi veicoli in circolazione o se vi siano troppi veicoli per l’inefficienza dei mezzi pubblici. Da quotidiano utente di bus e tram credo che la verità sia a metà strada. Comunque il vantaggioso prezzo del mio abbonamento annuale Atac per studenti sotto i 26 anni (150 euro), non giustifica l’inopinabile mediocrità dell’azienda di trasporti romana. Credo innanzitutto che andrebbero eliminate alcune linee che effettuano tragitti troppo simili ad altre (ad esempio il 271, fotocopia meno efficiente del 23). Andrebbero poi cancellate alcune linee di minibus come quelli che girano a Trastevere, inutili se non controproducenti: i soldi dei contribuenti non vanno infatti investiti in bus navette sempre vuoti che ostruiscono il cammino, in un rione che può essere attraversato a piedi. Ha sortito risultati più soddisfacenti il tram 8, che è riuscito a snellire il groviglio di linee fotocopia di cui parlavo. Sarebbe dunque ora di procedere al prolungamento della linea sino alla stazione Termini, di cui si parla da molti anni. Aspettiamo poi la conclusione dei lavori della metro C e B1; la precedente giunta ha dichiarato che i cantieri potrebbero esser chiusi nel 2012: mi sembra una previsione ottimista, ma qualunque sarà la data si tratterà di un passo avanti clamoroso nel trasporto pubblico. È inoltre necessario il passaggio più regolare dei mezzi; troppo spesso si attende il bus 30 minuti, poi ne passano due quasi consecutivi: il secondo resterà semi vuoto, il primo risulterà un carro bestiame. Prendo atto dei passi fatti in avanti: l’istituzione alle fermate dei pannelli che indicano l’attesa prevista (anche sospeso risultano fallaci); le macchine che emettono biglietti direttamente nel mezzo; l’aumento dei controlli sui viaggiatori “a scrocco”; il filobus a via Nomentana. Bisogna dunque continuare su questa strada.” “La mia e non solo mia percezione è terribile. Tutto sembra ingolfarsi. Si vive con l’impressione di stare l’uno sull’altro. Si vive con la paura di dover uscire da casa e stare ore nel traffico o a cercare parcheggio. Si rinuncia a vivere. L’aria fa veramente schifo. Non solo il puzzo, ma tornare a casa con il volto nero è deprimente e sconfortante. Non dobbiamo arrenderci, ma cambiare tutti insieme cultura a partire dal cittadino e aiutare con fermezza le istituzioni a sane analisi e confronti. Le idee sarebbero tante, ed in molti posti già realizzate. Ad esempio le rotatorie permettono un flusso migliore e più rapido quindi meno smog e meno tempi in auto. A Roma, specialmente per uscire, favorirebbero un rapido svuotamento o comunque scambio tra chi esce e chi entra. Migliorare le uscite del raccordo. E’ assurdo prendere l’uscita Laurentina e dopo 200 metri rimanere 30 min. fermi per una strada progettata e realizzata male. Sfiderei l’ingegnere che la progettata ad un sano e sincero confronto. Anche solo per capire il tipo di valutazioni fatte. Più corsie preferenziali. Sfruttare meglio le auto. Più piste ciclabili, finché c’è spazio. Concludo, è fondamentale però insegnare e coinvolgere i cittadini a cambiare cultura e poter così dare una sana sterzata. Capitale non deve significare solo dimensioni, eventi e cultura, ma anche il distinguersi in innovazioni, investimenti seri e servizi che siano di esempio ad altre realtà.” |